Tra i disturbi del movimento, i tic rappresentano l'entità più eterogenea. Consistono di movimenti generalmente improvvisi e di breve durata, stereotipati e di per sé coordinati, che si ripetono ad intensità ed intervalli variabili. Sono più spesso di tipo "clonico", cioè rapidi e a scatto, ma talvolta possono essere invece più lenti e prolungati, "tonici".
Rispetto agli altri disordini del movimento, i tic hanno la caratteristica di poter essere temporaneamente bloccati con uno sforzo di volontà da parte del paziente, a costo però di una crescente tensione interna, che si attenua solo dopo aver loro permesso di manifestarsi/sfogarsi di nuovo.


Il paziente, insomma, prova un bisogno impellente di attuare quel movimento, urgenza che viene alleviata - comunque temporaneamente - solo dall'esecuzione del movimento stesso: spesso egli ammette che il tic e' attuato volontariamente proprio in risposta ad una "incontrollabile necessità" di produrlo.

Il tic è infatti un movimento imitabile e riproducibile anche da altri e non abnorme come i movimenti patologici involontari (coree, distonie, mioclono etc).
I semplici tic motorii consistono di rapide contrazioni casuali di alcuni elementi corporei, in particolare degli occhi e degli altri muscoli del viso, del collo e delle spalle. Invece i tic complessi coinvolgono il movimento coordinato di più distretti muscolari, nella loro normale azione sinergica.

In questo ambito, molte patologie psichiatriche possono essere associate con la presenza di tic complessi: basti pensare a comportamenti ossessivi-compulsivi, gesti osceni o mimici, atteggiamenti lesionistici, ecc.
I tic di tipo vocale, anch'essi semplici o complessi, consistono nell'emissione di una grande varietà di suoni, rumori o vocaboli, fino alla possibilità più conosciuta, anche se non così comune, della coprolalia.


Come tutte le patologie "ipercinetiche", i tic sono usualmente aggravati da situazioni di stress sia emotivo che fisico, ma a differenza delle altre ipercinesie, anche situazioni di completo rilassamento possono determinarne un peggioramento, probabilmente per il venir meno della componente di controllo volontario. Inoltre, i tic sono tra i pochi disturbi del movimento che possono persistere anche durante il sonno.
Le cause dei tic possono essere varie. Quelli definiti "idiopatici" si manifestano per lo più nell'età infantile, ed in tal caso possono essere transitori (si valuta che circa il 15 per cento, cioè uno su 7, dei bambini possa presentare tic semplici) e scomparire dopo circa un anno dalla comparsa, o cronici, che persistono invece per il resto della vita.

Tra i tic cronici complessi si distingue la "sindrome di Gilles de la Tourette", il medico francese che l'ha descritta nel 1885.

E' caratterizzata da in coordinazione motoria accompagnata a vocalizzazioni involontarie, ecolalia ('fare l'eco') ed ecoprassia ('fare il verso' coi gesti).
L'esordio, in genere intorno ai 7 anni di età e più frequente nei maschi (4 a 1 rispetto alle femmine), consiste inizialmente di tic dei muscoli mimici, soprattutto a carico degli occhi.
Solo successivamente si 'arricchisce' di tutta una costellazione di tic motori e vocali, con periodiche remissioni ed esacerbazioni a cicli di circa 6-10 settimane.

La patogenesi dei tic resta ancora incerta: l'efficacia di farmaci che bloccano i recettori dopaminergici, suggerisce una iperattività del tono dopaminergico centrale responsabile del controllo del movimento. Nel caso della sindrome di Gilles de la Tourette si e' riscontrata un'alta incidenza di tic e comportamenti ossessivi-compulsivi nei familiari dei pazienti, ad espressione ereditaria dominante sesso-specifica.

Spesso i pazienti con tic giungono all'osservazione del neurologo solo dopo lunghi e fallimentari incontri con altri specialisti: allergologi per il continuo gesto di "fiutare", otorinolaringoiatri per un reiterante "schiarimento" di gola, oculisti per l'eccessivo ammiccamento, o psicologi e psichiatri per la presenza di più complessi disturbi comportamentali.
I bambini, spesso presi di mira e derisi dai compagni (e sgridati dagli adulti ignoranti), possono tendere ad isolarsi per sfogare liberamente i tic, e con difficoltà riescono comunque a concentrarsi sui propri compiti.