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TRATTAMENTO NEUROCHIRURGICO

La Stimolazione Cerebrale Profonda (dall’inglese Deep Brain Stimulation, DBS) non deve essere considerata una metodica “nuova” nel panorama neurochirurgico: da 20 anni infatti è utilizzata per la cura del Parkinson e delle distonie. Sicuramente tuttavia deve essere considerata terapia innovativa per la TS, dal momento che il suo primo utilizzo è documentato nel 1999.


La procedura prevede la collocazione con metodica sterotassica computer-guidata di un elettrodo nei nuclei cerebrali profondi. Il target della DBS, individuato sulla base dei dati neurofisiologici riguardanti il funzionamento dei circuiti profondi cerebrali, è localizzato nel talamo (nuclei intralaminari centromediano e parafascicolare -CM/Pf e nucleo ventrale orale -Vo), che si è rivelato particolarmente sensibile alla modulazione degli fenomeni ticcosi di tipo clonico-tonico. Altro nucleo cerebrale di interesse per la DBS nella TS è il globo pallido (Gpi), considerato maggiormente coinvolto nella genesi di tic distonici.


In considerazione della complessità e delle manifestazioni cliniche, e dell’andamento temporale della TS è verosimilmente necessario considerare la possibilità di altre localizzazioni per la DBS. Il nucleo accumbens (NA) sembra indicato da dati riportati in Letteratura (Shahed J et al 2007, Cosyn et al 2003, Sturm et al 2003) per il trattamento di quadri clinici gravati da una prevalente componente comportamentale di tipo ossessivo-compulsivo (comportamento ossessivo compulsivo, dall’inglese obsessive-compulsive behavior, OCB).


I candidati al trattamento neurochirurgico mediante DBS sono pazienti dimostratisi refrattari ai trattamenti conservativi psicologici e farmacologici, con agenti tradizionalmente impiegati nel trattamento della TS od innovativi (come per esempio la TBZ), la cui qualità di vita sia significativamente condizionata da una integrazione sociale minata dalle manifestazioni della TS. Devono necessariamente essere esclusi dal trattamento chirurgico quei pazienti che evidenzino tratti psicotici (per esempio con tentati suicidi pregressi), ovvero che presentino condizioni mediche che rendano rischioso l’intervento. Anche quei pazienti che non siano in grado di comprendere pienamente cosa la DBS comporti, oppure quei pazienti che si trovino in un ambiente umano non in grado di comprendere pienamente cosa il trattamento mediante DBS comporti in termini di assistenza del malato, non possono essere presi in considerazione per l’eleggibilità al trattamento chirurgico.

(M. Porta MD, M. Sassi MD, A. Brambilla PsyD PhD, D. Servello MD (Neurochirurgia Funzionale, Centro Tourette, Istituto Galeazzi IRCCS Milano) 
In collaborazione con Associazione Italiana Sindrome di Tourette e disturbi Correlati)