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I TIC DI MATTEO

Per i bambini – da portare a scuola, per i loro compagni - perché lo leggano o venga loro letto dalla maestra.

Perché dare un nome alla

propria malattia è importante: permette di informare, spiegare e dire la verità.

 

Arianna Brambilla, Psicologa

Di Eleanor Pearle (Per gentile concessione TSA)


Matteo aveva molti tic. Quando una parte della tua faccia o del tuo corpo ha dei movimenti non voluti da te, questo è un tic. All’inizio Matteo batteva gli occhi più del normale. Sua madre decise di portarlo da un oculista ma il medico non trovò nulla di anomalo. Anzi, la vista era proprio buona e gli occhi decisamente di un bel colore!
Matteo incominciò ad avere degli scatti della testa e delle spalle e a emettere suoni sgradevoli, stridenti, involontariamente.
A volte, a scuola, quei suoni stridenti diventavano più forti e l’insegnante lo riprendeva. Alcuni compagni di classe lo prendevano in giro e lo apostrofavano chiamandolo Matteo l’idiota.


Quando i genitori di Matteo si accorsero di quanto quei movimenti e suoni incontrollati lo rendevano infelice e quando il bambino disse loro che non poteva in alcun modo controllarsi, decisero di portarlo da un pediatra, il medico che si occupa dei bambini. Anche questo medico non aveva idea di cosa succedesse a Matteo e perché non riuscisse a controllarsi, allora i genitori decisero di portarlo da un altro specialista.
Lo fecero vedere da un neurologo, medico specializzato nello studio del cervello umano, che sa bene come il cervello domini gli occhi, la voce e tutti i muscoli del corpo umano. Dopo aver visitato Matteo e fatto un buon numero di test, parlando con lui e con i suoi genitori, disse: “Matteo ha la sindrome di Tourette”. “Che cos’è?”, chiesero i genitori che non ne avevano mai sentito parlare
Il medico spiegò che la sindrome di Tourette prende il nome da un dottore francese, Gilles de la Tourette, che per primo, già nel 1885, dopo aver seguito molti pazienti con gli stessi problemi, descrisse tutti i comportamenti che si manifestavano anche in Matteo.


Spiegò che nella maggior parte delle persone, il cervello ordina quando muovere braccia e gambe, quando sbattere gli occhi o usare la voce. “Quando si ha la sindrome di Tourette è come se il motore della vostra automobile si accendesse quando ancora non avete inserito la chiave. Non si sa con sicurezza perché ciò avvenga, ma è certo che Matteo non puo’ controllare questi movimenti, se non a costo di una grande fatica…. E con certezza, dopo un breve controllo i tic esploderebbero più violenti di prima.”


Disse loro che molti medici stavano facendo ricerche per trovare le cause della sindrome di Tourette. Si è scoperto che inizia sempre in età molto giovane, è molto più comune nei bambini che nelle bambine, non sempre scompare con la crescita, ma esistono dei farmaci che possono aiutare la maggior parte delle persone affette da questa malattia.
I medici che conoscono questi farmaci sanno che possono funzionare in quanto bloccano le sostanze chimiche che sono la causa di ogni movimento e/o emissione di suoni. Nell’organismo di ognuno di noi vengono prodotte queste sostanze chimiche, ma quando si è colpiti dalla sindrome di Tourette probabilmente se ne genera una quantità superiore e per questo i farmaci possono aiutare. In ogni caso non si deve abusare di questi farmaci in quanto possono dare sonnolenza e di conseguenza diminuire la concentrazione in classe, non permettendo di lavorare al meglio. Alcuni pazienti ritengono di essere stati aiutati non mangiando e non bevendo prodotti contenenti sostanze chimiche nocive o sostanze alle quali erano allergici, ma non ci sono prove scientifiche per sostenere questa teoria.


Il medico disse a Matteo e ai suoi genitori che era molto importante per lui non preoccuparsi oltremisura dei suoi tic. Infatti quando si è preoccupati o turbati, questi aumentano. E’ fondamentale che genitori, fratelli e sorelle, amici ed insegnanti capiscano il problema, perché proprio i rimproveri e le prese in giro possono accrescere il turbamento.


Alla fine il medico disse a Matteo e ai suoi genitori che molte persone, colpite dalla sindrome di Tourette, sono riuscite a diventare dottori, avvocati, insegnanti, musicisti e scienziati. Infatti proprio uno dei grandi nomi della letteratura inglese – Samuel Johnson, che scrisse il primo dizionario di lingua inglese – aveva la sindrome di Tourette. “Non si sono lasciati buttare giù o scoraggiare da quei fastidiosi tic, quindi non devi farlo nemmeno tu”.