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  • A seguito della notizia della sentenza di condanna della Johnson & Johnson per il farmaco "Risperidone", AIST Onlus, ai fini di evitare allarmismi ha chiesto un parere al Presidente del Comitato Scientifico Prof.Mauro Porta che si è così espresso :

Mi viene chiesto da AIST un parere circa il Risperidone, ed in particolare circa le problematiche emerse negli Stati Uniti in termini di effetti collaterali imputabili allo stesso farmaco.

Quì di seguito riporto il mio parere personale maturato in 50 anni di professione, che ha comportato la “gestione” terapeutica di pazienti con sindrome di Tourette e disturbi associati, avendo trattato un numero di soggetti che supera i 4000.

Innanzitutto un problema nosografico: la sindrome di Tourette non è solo la malattia dei tic (motori/sonori/vocali) ma è soprattutto un disturbo legato al discontrollo degli impulsi quindi comportamento auto/etero agressivo, attitudini trasgressive, etc..

In seconda istanza va ribadito il fatto che: i farmaci indicati ufficialmente, dunque approvati, per il trattamento del quadro clinico rappresentato “solo” dai tic sono Aloperidolo e Tetrabenazina; mentre per i disturbi “comportamentali” sono previsti dalle Lineeguida (Americane ed Europee) l’impiego di farmaci quali Rsperidone, ovvero Aripiprazolo di più recente introduzione sul mercato, e diverse altre molecole.

Detto ciò va ricordato che nel prescrivere farmaci per la sindrome di Tourette e disturbi del comportamento il medico debba valutare attentamente:

  1. Entità e gravità dei sintomi

  2. Riduzione significativa della Qualità di Vita (sociale, familiare, scolastica, lavorativa)

  3. Situazione clinica generale del soggetto. Il trattamento farmacologico rappresenta una tappa del percorso terapeutico che può e deve comportare anche osservazioni/raccomandazioni/identificazione dello stile di vita, ovvero Habit Reversal di pertinenza psicologica, e solo eccezionalmente e comunque assai raramente procedure più invasive (tossina botulinica ovvero DBS).

“Le domande che ci si deve sempre porre sono: “il soggetto in esame abbisogna realmente di una terapia farmacologica”? Ed ancora: per quanto tempo?

I “must” che il clinico deve rispettare sono:

  1. “go slow, go low” in termini di farmaco (cioè bassa posologia con possibili aumenti).

  2. “follow the symptoms”, cioè i vari segni clinici vanno “interpretati” dal punto di vista anatomo-funzionale che comporta la scelta del farmaco più “adatto” al caso/ momento/ al sintomo.

  3. Valutazione della fase clinica del soggetto. Infatti non va dimenticato che la sindrome di Tourette, specie nel giovane paziente è altalenante: sia per tipologia dei segni clinici che per intensità. Comunque vi sono delle “pause” che si osservano tra un periodo “critico” ed un altro.

Durante queste pause cliniche è inutile dare farmaci!

Le terapie quindi:

  • Andranno eventualmente cambiati in funzione della clinica (che varia nella sindrome di Tourette) ed ovviamente in caso di refrattarietà.

  • Andranno comunque sospesi in presenza di miglioramenti significativi ancorchè questo può essere dovuto non ai farmaci stessi, ma all’andamento altalenante della fenomenologa.

A fronte della somministrazione di farmaci i pazienti vanno:

  1. Monitorati “di persona”: no a valutazioni telefoniche, via mail, etc..!!

  2. Vanno fatti ECG, esami ematici di routine, etc..

  3. Vanno prospettati all’inizio della terapia e considerati attentamente in caso di trattamento, che è in genere “a termine”.

Detto ciò: non esistono farmaci senza possibili effetti collaterali! Ciò dipende comunque dalla posologia, dalla durata di utilizzo, dalla modalità di somministrazione, con risposte individuali variabili (specie in soggetti con sindrome di Tourette).

A seconda della categoria dei farmaci gli effetti collaterali variano.

Per quanto riguarda Risperidone e ginecomastia trattasi di effetto collaterale nella stragrande maggioranza dei casi reversibile, ancorchè di insorgenza (nel giovane uomo) assai rara.

Queste sono le problematiche in termini di effetti collaterali:

Patologie del sistema nervoso

Il trattamento con risperidone può causare difficoltà a prendere o a mantenere il sonnosonnolenza, riduzione della vigilanza, capogiri, tremori, discinesiadistoniamal di testa e convulsioni. Inoltre, il farmaco può causare parkinsonismo, caratterizzato da movimenti lenti, rigidità o tensione muscolare, tremore a riposo, aumento della salivazione e/o perdita di salivazione e perdita di espressione del volto.

Disturbi psichiatrici

Il risperidone può causare irritabilità, ansiadepressione, mania, confusione, riduzione della libido, nervosismo e incubi.

Patologie endocrine

Il risperidone può causare iperprolattinemia che può portare a ginecomastia (sviluppo delle mammelle negli uomini), difficoltà ad avere o a mantenere l'erezione, fastidio al seno nelle donne, galattorrea (secrezione anomala di latte) e disturbi del ciclo mestruale.
Inoltre, il risperidone può causare la diminuzione della secrezione dell'ormone antidiuretico.

Disturbi della nutrizione e del metabolismo

La terapia con risperidone può causare aumento o perdita dell'appetito e aumento del peso corporeo.

Patologie del tratto respiratorio

Il trattamento con risperidone può causare sintomi da raffreddoremal di golatossetonsillitesinusiti, infezioni delle vie respiratorie, sibili, congestione delle vie respiratorie, congestione polmonare, bronchiti e polmoniti.

Patologie degli occhi

Il risperidone può causare infezioni agli occhi, congiuntivite e visione offuscata.

Patologie renali e delle vie urinarie

La terapia con risperidone può provocare infezioni del tratto urinario o della vescicaaumento della frequenza di minzione, difficoltà e/o dolore durante la minzione e incontinenza.

Patologie gastrointestinali

Il trattamento con risperidone può causare dolore e/o fastidio addominale, nauseavomitodiarreacostipazioneindigestionesecchezza della boccamal di denti. Inoltre, il farmaco può causare infezioni allo stomaco o all'intestinoincontinenza fecale, difficoltà di deglutizione ed eccessivo passaggio di gas o aria.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Il risperidone può causare arrossamento della pelleorticariaprurito, ispessimento della cute, eczemapelle secca, scolorimento della pelle, acnealopecia, desquamazione e prurito del cuoio capelluto o della pelle, lesioni ed eruzioni cutanee.

Disturbi muscolo-scheletrici

La terapia con risperidone può causare spasmi muscolari, dolore osseo, dolore muscolaremal di schiena e dolore articolare.

Sindrome Neurolettica Maligna

La Sindrome Neurolettica Maligna è un disturbo neurologico caratterizzato da:

Patologie cardiovascolari

Il trattamento con risperidone può causare fibrillazione atriale, anormale conduzione dello stimolo elettrico nel cuore, prolungamento dell'intervallo QT (l'intervallo di tempo necessario al miocardio cardiaco per depolarizzarsi e ripolarizzarsi), aritmie, anomalie dell'elettrocardiogrammapalpitazioni, ipotensione, ipotensione ortostatica, svenimenti e vampate di calore.
Inoltre, il farmaco può favorire la formazione di coaguli e favorire l'insorgenza di ictus o di un attacco ischemico transitorio.

Altri effetti collaterali

Altri effetti avversi che possono insorgere in seguito all'assunzione di risperidone, sono:

Va qui sottolineato che lo specialista “tourettologo”, nella fattispecie il sottoscritto, “suggerisce” delle prescrizioni al medico curante (in consultazione non vengono rilasciate ricettari per il SSN): spetta anche a colui “calibrare” eventualmente i farmaci, conoscere le peculiarità del paziente, monitorare “da vicino” il paziente stesso.

Insomma: alla luce dei fatti non ravvedo problematiche maggiori (fatte salvo quelle cardiache che possono avere conseguenze più importanti ed è per questa che si richiedono ECG di controllo). La durata della somministrazione del farmaco è limitata e resta comunque una parte che va comunque sempre valutata insieme al medico di base, con cui dovrebbe esistere uno stretto rapporto professionale.

Quindi no all’autoprescrizione!

No ai consulti telefonici; no agli SMS, etc…Il paziente va visitato di persona ogni volta che vi sia necessità di cambiare farmaco, ovvero di arrestare la somministrazione.

La “compliance” (ossia aderenza e rispetto ai percorsi diagnostico-terapeutici) deve migliorare, e deve essere ottimizzato il rapporto con la “medicina di famiglia”.

Le valutazioni, le informazioni, le notizie fornite dai media o da internet è bene che siano discusse a livello tecnico prima di assumere qualsiasi posizione.

 

                                                                                                                          Mauro Porta