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IL RUOLO DELLO PSICOLOGO

La sindrome di Tourette, è una patologia neurologica si caratterizza per la presenza di tic sonori e motori di diversa complessità, che variano in frequenza, intensità e nelle modalità di manifestazione.

I fenomeni ticcosi possono essere l’unico sintomo della sindrome, ma più frequentemente il quadro clinico è caratterizzato da disturbi del comportamento, dell’umore e dell’affettività. Compaiono quindi comportamenti ossessivo/compulsivi, deficit dell’attenzione, iperattività, depressione, ansia, aggressività, autolesionismo, alterazioni della competenza sociale. 


I sintomi comportamentali spesso sono percepiti dal paziente altrettanto invalidanti come – e forse più – del tic in se stesso.

 


La Sindrome di Tourette esordisce in età infantile, e rappresenta spesso una condizione cronica. L’idea di “malattia”, la percezione di non poter controllare il proprio corpo, la necessaria medicalizzazione e le ospedalizzazioni possono rappresentare per i più piccoli dei traumi affettivi, da gestire con delicatezza.


L’andamento fluttuante, inoltre, può alimentare illusioni di guarigione, col rischio di generare delusione e sfiducia nelle fasi di esacerbazione. 
Un adeguato sostegno psicologico può aiutare il paziente ed i suoi famigliari a comprendere ed accettare la condizione clinica, e successivamente ad ideare e applicare strategie efficaci per la gestione dei sintomi percepiti come più disturbanti.

 

Le modalità di intervento variano in risposta alle richieste del paziente, delle risorse intellettive e psichiche, dalla attitudine alla introspezione piuttosto che dalla propensione alla autoefficacia. 
Possono pertanto essere utili dei colloqui orientati al supporto ed alla motivazione o piuttosto l’impiego di tecniche comportamentali. In ogni caso è fondamentale, quando si tratta dei pazienti più piccoli, che tutta la famiglia sia coinvolta, emotivamente e nella pratica quotidiana, per incoraggiare e rassicurare.


Avere la Tourette non è un problema. 
E’ un problema quando la Tourette ha voi!

(Arianna Brambilla, Psicologa)