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CARATTERISTICHE NEUROFISIOLOGICHE

Il corteo sintomatologico e la sua variabilità temporale ha reso complesso definire il meccanismo sotteso. Il recente approccio neurochirurgico sterotassico per la stimolazione cerebrale profonda ha consentito di delineare in parte i meccanismi neurofisiologici sottostanti.


Alla base del disturbo risultano coinvolti circuiti frontali cortico-sottocorticali distinti ed interdipendenti, coinvolti nella programmazione e strutturazione dei movimenti ma anche nella recezione ed interpretazione degli input sensoriali-sensitivo-motori: il circuito prefrontale dorsolaterale, il circuito laterale orbitofrontale, il circuito cingolato anteriore, il circuito oculomotore, ed il circuito motorio. Tutti questi percorsi neuronali afferiscono ai vari nuclei del talamo che assume quindi il ruolo di stazione di releè psico-comportamentale.

 

I nuclei ventrali laterali del talamo (VL), di cui fanno parte i nuclei ventrali orali anteriore (VOa) e posteriore (VOp), regolano l’esecuzione di programmi motori ricevendo fibre afferenti dal globo pallido, dalla corteccia premotoria, dalla motoria e dal cervelletto e stabilendo connessioni efferenti alla corteccia premotoria e alla motoria (gran parte alla lamina I). Questi nuclei sembrano rispondere a movimenti volontari degli arti e delle strutture orofacciali controlaterali. 
Le connessioni afferenti ed efferenti con la corteccia motoria supplementare sono regolate dai nuclei ventrali anteriori (VA).

 

I nuclei ventrali posteriori filtrano invece le informazioni somatosensoriali. 
Infine, il nucleo ventrale intermedio (Vim), che risulta anatomicamente e probabilmente funzionalmente connesso con VOa e VOp risponde a stimoli chinestesici e ad impulsi provenienti dalle articolazioni. (Raeva 1999)

Vi sono poi i collegamenti con ippocampo, amigdala e corteccia interinale che determinano una stretta connessione con il sistema limbico. 


La Figura 1 rappresenta graficamente lo schema di interrelazione di questi diversi circuiti
Il meccanismo di regolazione di tali circuiti appare ancora lontano dalla piena comprensione, e la complessità delle interrelazioni è da mettere in relazione con le fluttuazioni della sintomatologia, e probabilmente con l’instabilità dell’azione dei farmaci.

 

(M. Porta MD, M. Sassi MD, A. Brambilla PsyD PhD, D. Servello MDNeurochirurgia Funzionale, Centro Tourette, Istituto Galeazzi IRCCS Milano 
In collaborazione con Associazione Italiana Sindrome di Tourette e disturbi Correlati)
 

Figura 1: rappresentazione grafica delle connessioni cortico-sottocorticali coinvolte nella pianificazione del movimento